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BREVE
STORIA DEL BASKET VITERBESE
Pur
non essendo Bologna e nemmeno Livorno o Rieti,
e pur non avendo mai raggiunto traguardi "stratosferici"
come scudetti o coppe europee, Viterbo ha nella
pallacanestro uno sport di lunga tradizione, forse
secondo soltanto al calcio ma capace in alcuni periodi
di sopravanzarlo per risultati e seguito. Il basket
nel capoluogo della Tuscia ha vissuto anni di autentica
passione, alternati ad altrettanto lunghi periodi di
depressione e disinteresse, ma non è mai mancato del
tutto. Ripercorriamone, per entrambi i sessi, le tappe
più importanti della sua storia. Fondamentali per realizzare
questa
sezione di Basketintuscia.it i libri di Massimiliano
Mascolo "Sessant'anni di basket a Viterbo"
e "La Tuscia nello sport". Ovviamente
non è stato possibile citare tutti i protagonisti e
tutti gli episodi di una storia che comunque è molto
lunga e articolata e ci proponiamo in futuro di
arricchirla e strutturarla sempre di più.
FEMMINILE
E'
il basket femminile l'unica disciplina di squadra in
cui Viterbo ha toccato i vertici italiani
ed europei. Gli albori risalgono al 1933, nel clima
di grande promozione sportiva che si registra durante
il fascismo. I primi campi sono ricavati accanto alla
tribuna dell'allora Stadio del Littorio in Via della
Palazzina e in uno spiazzo esterno
alla palestra della Gil (oggi Liceo Buratti) in Via
Tommaso Carletti. Sono tanti i nuovi praticanti tra ragazzi e ragazze, ma sono le
donne che riescono presto ad affermarsi a livello
nazionale con il quarto posto (su 761 squadre iscritte) della
Gil Viterbo nella
Coppa Bruno Mussolini del 1943. Le attività si fermano
a causa della guerra che semidistrugge la città, per
poi riprendere già nel 1946 con la Robur e
quindi nel 1953 con la nascita della Libertas,
in serie C fino al 1956, quando per problemi finanziari
rimane in piedi solo la compagine maschile. Il
personaggio più rappresentativo di questi pionieristici
anni è Clara Prosperi Calevi, nata nel 1923, giocatrice,
allenatrice, dirigente e organizzatrice del prestigioso
torneo internazionale "Santa Rosa" dal 1954
al 1960 (disputato all'Arena Libertas fuori Porta
Fiorentina, oggi non più esistente). Il basket femminile
in città torna soltanto nel 1968, quando nuovamente
sotto la spinta di Clara Prosperi Calevi nasce la FARI-Garbini che
milita in Promozione fino al 1974 per poi riprendervi
parte, dopo un anno sabbatico nel 1975-76. In questa
stagione viene affiancata dalla nuova creatura
dell'assicuratore Enzo Colonna, la Sisv
(Società per l'Incremento Sportivo Viterbese), che presto
diviene leggendaria salendo ai livelli più
alti. La FARI-Garbini, che nel 1979 ritorna ad
essere Libertas, arriverà fino alla serie
A2, perdendo nel 1984 la finale per la promozione in
A1 che avrebbe regalato a Viterbo addirittura due squadre
nel massimo campionato. L'anno successivo cessa l'attività
e rimane quindi la Sisv l'unica portacolori cittadina. Allenatore
della Libertas era Carlo Scaramuccia, che rilancerà il basket
femminile locale negli anni 2000. Dopo una rapida
scalata partita dalla Promozione, la Sisv viene
promossa in A1 nel 1980 e lì militerà per quattordici
stagioni fino al 1995 (con l'unica parentesi in A2 nel
1992-93), vincendo due volte la Coppa Italia
(1984 e 1988), arrivando in finale scudetto e
di Coppa Ronchetti nel 1985, purtroppo perse in
entrambe le occasioni di fronte a Vicenza e Cska
Mosca. Sono anni fantastici per il basket a Viterbo,
con la città che ogni domenica riempie il palasport
di Via Monti Cimini, inaugurato nel 1983 data l'inadeguatezza
della Palestra di S. Maria della Verità,
costruita nel 1973. Allenatori di primo piano e grandi
giocatrici si avvicendano sul parquet del palazzetto: Aldo
Corno, Gino Minervini, Stefano Tommei, Giuseppe Lo Giudice,
Marco Rota, Dante Carzaniga tra i tecnici; Linnell
Jones (la giocatrice più fenomenale mai vista da
queste parti), Carol Menken, Stella Campobasso, Daniela
Antonione, Emanuela Silimbani, Monica Bastiani, Pina
Tufano, Valerie Walker, Lisa Ingram, Jennifer Azzi,
Elisabetta Moro, Penny Toler, Elena Paparazzo, Elisabetta
Cesarini e le compiante Antonietta Baistrocchi
e Roberta Serradimigni tra le giocatrici, e solo
per citarne alcune.
Enzo Colonna chiude nel
1995 una Sisv in declino e riversa le sue energie nella
Libertas maschile, portandola anch'essa ai suoi massimi
storici. In campo femminile, dopo la stagione 1995-96
priva di rappresentanti viterbesi, riparte una nuova
società: la Virtus della famiglia Scaramuccia,
con Mario Lega nel ruolo di presidente, che con
una graduale crescita approda in A1 nel 2002. I tempi,
però, sono cambiati rispetto ai gloriosi anni '80 e
'90: i soldi sono pochi, la concorrenza durissima,
l'interesse della città nettamente diminuito. La Virtus
ricade in A2 nel 2004 e vi risale nel 2005, per poi
retrocedere ancora due volte nel 2008 e, dopo un ripescaggio,
nel 2009 tra mille difficoltà che avevano visto anche
l'uscita di Scaramuccia che lancia la nuova società
Ants. La fusione con il San
Raffaele Roma consente alla Virtus di mantenere la serie
A2 nel 2009-2010, poi la Virtus cessa di esistere e tutto torna
nuovamente in mano a Carlo Scaramuccia
per un nuovo progetto di consolidamento e, forse, risalita. Tra
le maggiori giocatrici degli ultimi anni cresciute o
transitate da Viterbo sono da segnalare Valentina
Siccardi, Marta Savelli, Silvia Daprà (presente
anche in epoca Sisv), Stefania Gaspardo (idem), Marina
Millanta, Jelena Mirkovic, Grace Daley, Lavinia Santucci,
Ines Ajanovic, Katarina Manic, Brooke Smith, Lolita
Limoura, Michelle
Maslowski e Svetlana Kouznetsova, che a
oltre 45 anni di età è ancora in campo a decidere
partite con canestri decisivi e a trasmettere alle più
giovani la sua sconfinata esperienza.
MASCHILE
Dopo
gli albori negli anni '30 con i gruppi sportivi del
Guf e della Gil, parallelamente all'attività femminile
anche il basket maschile viterbese riparte a pieno ritmo
nel dopoguerra e ritorna dal 1953 a partecipare ai campionati
federali. Sullo scenario cestistico, la città è rappresentata
dalla Libertas, fondata nel 1952, che
con la sapiente guida dirigenziale di personaggi come
Giovanni Cardoni, Raffaele Berretta, Romolo Camilli
e altri si rende protagonista di una scalata in cui
arriverà a sfiorare la serie A nella stagione 1963-64,
quando sul neutro di Potenza perde le finali di serie
B con Maddaloni e Reggio Calabria. Mino Maggioli, Vittorio
Gonzales e Nevio Stefanoni (a lungo anche giocatore)
sono gli allenatori che in quel fortunato decennio guidano
un solido gruppo di giocatori tra cui Sergio Fontana
(in seguito dirigente fino a tempi recentissimi), Ugo
Rotelli, Franco Natalini, Odino Grubessi, Lorenzo Pimponi,
Giuseppe Marchi. Non ha mai indossato la maglia gialloblu
Massimo Villetti, nato a Viterbo nel 1944, ma
presto trasferitosi con la famiglia a Livorno da dove
ha spiccato il volo verso la Ignis Varese e la Nazionale. Dopo
un'ulteriore stagione in serie B nel 1964-65, la Libertas
per problemi economici abbandona la serie cadetta e
riparte dalla Promozione, dove nel 1965-66 perde le
finali per salire in serie D e poi cede il titolo sportivo
a una nuova società, la Pallacanestro Garbini Viterbo,
che per un decennio naviga mestamente tra serie D e
promozione. Nel 1977 inizia una nuova scalata che culmina
due anni dopo con la promozione in serie B, dove però
la Garbini non resiste più di un anno e ripiomba nella
mediocrità della serie C2 nel 1981. Tra i protagonisti in
campo di questi anni comunque intensi, in cui la
Palestra della Verità è sempre gremita all'inverosimile
e anche un altro team viterbese sale dalla Promozione
in C2 (la Di Marco, fusasi con la Garbini nel 1980),
da segnalare Daniele Di Marco, Eugenio Azzoni, Fabrizio
Gatti, Franco Zoppi, Fabrizio Coletta, i fratelli Rotellini.
Allenatori Gianni Ferranti, Toni Santi, Franco Castellani. Dopo
essere risalita prontamente in C1 nel 1982 (con in squadra
l'oriundo Phil Melillo, in seguito giocatore
e allenatore ad alti livelli), al termine del campionato
successivo la Garbini si fonda con la Libertas
ma anche questa nuova formazione non ha fortuna e retrocede
in serie D nel 1986. E' il momento più basso del basket
maschile viterbese, che rimane in D fino al 1989 con
in panchina Carlo Scaramuccia. Dalla stagione 1989-90
parte l'ennesima, vertiginosa scalata della pallacanestro
maschile di Viterbo, e stavolta si fanno le cose in
grande. Prima Scaramuccia guida la Libertas alla
promozione in serie C, poi è Fausto Cipriani che
firma, nel giro di quattro anni, un doppio salto di
categoria: dalla C alla B2 nel 1992 e dalla B2 alla
B1 nel 1994. A sovvenzionare la società è un importante
sponsor nazionale: la SDA. Il palasport di Via Monti
Cimini si riempie in molte occasioni, specialmente nel
1993-94 quando è proprio un derby con la nobile decaduta
Rieti a lanciare i gialloblu verso la terza serie nazionale,
l'allora B1. Tra gli alfieri di quegli anni magici
Andrea Masini, Tullio Sacripanti, Lorenzo Tedeschi,
Rossano Sassi, Gianluca La Torre, il
viterbese doc Marco Tirelli che diventerà poi
la bandierà di questa squadra. La Libertas, dopo
aver sostituito Cipriani con Luigi Satolli,
ben si destreggia nel primo anno di serie B1, partecipando
alla fase promozione, poi arriva un'importante svolta.
Enzo Colonna, chiusa la gloriosa esperienza alla
guida della Sisv femminile, prende in mano nel 1995
le redini della società e la porta subito al punto più
alto della sua storia: la finale per la promozione
in serie A2 con una Don Bosco Livorno farcita di
futuri campioni o vecchie glorie (Fantozzi, i fratelli
Gigena, Podestà). La serie è al meglio delle tre gare:
Livorno vince sul proprio campo la prima 78-73, Viterbo
risponde in un PalaCimini stracolmo con lo stesso risultato,
ma nella "bella" non c'è storia e la corazzata
toscana domina 85-62. I giocatori della Libertas: Barbati,
Curti, Fiani, Giuliani, Masini, Morrone, Palmieri, Santachiara,
Sassi, Sbarra, Tedeschi, Tirelli. Sponsor l'Hidra
Ceramica di Civita Castellana.
Nella
stagione successiva, la 1996-97, la Libertas presenta
uno squadrone che domina la regular season, capace di
collezionare una striscia di dodici vittorie consecutive, salvo
poi crollare subito nei playoff di fronte a squadre
che poi avrebbero fatto fortuna come Jesi o Napoli ma
anche a team abbordabili come Modena. La delusione
è cocente, Satolli e tanti giocatori lasciano e
nel 1997-98 Viterbo non va oltre un'anonima salvezza
con Claudio Vandoni in panchina, subentrato a
Claudio Papini (recentemente scomparso). Lo stesso
Vandoni costruisce e realizza una bella stagione nel
1998-99, culminata con la sconfitta in finale di Coppa
Italia a Ferrara e con l'uscita al primo turno dei playoff,
mentre il campionato 1999-2000, in cui la Libertas si
salva agevolmente (Tommei e Masini gli allenatori),
rappresenta il canto del cigno della società. Colonna,
esattamente come aveva fatto cinque anni prima con la
Sisv, non se la sente di andare avanti e chiude i battenti. Il
primo decennio del nuovo secolo vede il basket maschile
viterbese attraversare un periodo di mediocrità, caratterizzato
da scarsi risultati, progetti troppo presto abortiti
e soprattutto un allontanamento consistente di pubblico
e sponsor, rispetto alla grande partecipazione degli
anni '80 e '90. Nel 2000-01 la Civitas, società
dilettantistica attiva da qualche anno, rinforzata da
alcuni "reduci" della Libertas sale dalla
serie D alla C2. Allenatore è il navigato Ugo Cardoni.
La Civitas ritorna subito in serie D nel 2002, in estate
entra il gruppo dirigenziale guidato da Sergio Fontana
che la trasforma in Primo Michelini Viterbo
(in memoria del dirigente scomparso qualche tempo prima)
e, affidata ad Andrea Masini, sale fino in C1,
dove resta per quattro stagioni. Gianluca La Torre ne
è una delle bandiere. Nel 2008 la retrocessione
in C2, dove la squadra gialloblu milita per altri
due anni prima di fondersi con la Fortitudo. Rapida
menzione per la presenza a Viterbo della Lazio,
in serie B2, dal 2001 al 2003: un "trapianto"
immediatamente rigettato e che non ha lasciato alcuna
traccia. Nel 2010 il basket maschile viterbese si
affaccia a nuove sfide. Al vertice due società nuove
che emergono finalmente dall'ombra: Fortitudo
e Stella Azzurra. Alle loro spalle, in serie
D, il Santa Rosa, già attivo dal 1999 a
livello giovanile. In un basket che è ormai
cambiato e che non può perdere tempo a rimpiangere il
passato, la speranza è che questi nuovi e giovani sodalizi
riescano almeno a realizzare un progetto serio e duraturo,
a far crescere dei giovani e a rinnovare la passione
per questo sport che a Viterbo non si è mai davvero
sopita.
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