|
I
Playground Viterbesi
 Esterno
di Porta Fiorentina, Via del Pilastro, area della ex Arena Libertas
Il
playground che non c'è più
Narrano
le cronache che il basket arrivò a Viterbo negli anni '30. E che
fino a non molti decenni fa si praticasse in maggioranza all'aperto.
Così i playground erano anche campi di gioco ufficiali, se non gli
unici.
La pallacanestro d'anteguerra trovò spazio in città
in un campo presso la tribuna principale dello stadio calcistico
del Littorio, oggi "Enrico Rocchi", pressappoco dove si
trova l'attuale ingresso agli spogliatoi. E un altro campo era al
fianco del palazzo GIL, in Via Tommaso Carletti (centro storico)
dove oggi sorge un altro edificio scolastico, ex scuola media Cesare
Pinzi. Così fino al secondo conflitto mondiale.
Il
17 gennaio 1954 Viterbo inaugura un nuovo impianto per il basket:
l'ARENA
LIBERTAS,
fuori Porta Fiorentina dietro la Rocca Albornoz, allora ridotta
un rudere. Ovviamente all'aperto,
terreno duro, molto duro sia pur per le temprate epidermidi degli uomini di quei
tempi. La Libertas era nata l'anno prima, nel 1953: chiuderà i battenti
solo nel 2000. Vi andarono in scena tornei regionali, nazionali e anche europei di ambo i sessi
per circa vent'anni. L'arena oggi è scomparsa, dopo l'avvento di palestre e
palazzetti. Al suo posto un parcheggio, a pagamento
per giunta. Nulla che la ricordi. Solo asfalto e strisce blu. Eppure lì prese il via,
nella nostra città, questo sport di grande spettacolo e tradizione, con i suoi
primi attori a saltellare e correre con maglie in lanetta pesanti e pruriginose,
a muovere palloni di cuoio ruvido, a vincere o perdere partite dai punteggi
risicati, agli occhi
dei curiosi, degli appassionati e del fu Angelino, sagoma perfetta del custode
del campo, silenzioso ma indispensabile.
PARAGONE
INDECENTE:
a Roseto degli Abruzzi (provincia di Teramo) il loro primo
e storico campo, l'Arena Quattro Palme, è ravvivato ogni anno da
tornei di basket a tutti i livelli.
PROSEGUI
|